Al Master Wine Export Management arriva il vino Dealcolato

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Il vino, proprio come l’essere umano, ha un corpo e un’anima. Dietro ogni degustazione che facciamo, c’è un lavoro immenso, pieno di passione e aspettative. Proprio per questo tutti dovrebbero avere la possibilità di assaporare la sua anima, condividendo attimi di passione, delizia e convivialità. Possibilità che però non tutti hanno, non potendo assumere alcol per diversi motivi: religione, intolleranze, malattie, giovane età, lavoro e sicurezza.
Ma l’azienda Princess di Michele Tait è andata a segno, creando l’unico vino dealcolato con lo 0 assoluto di alcol: Alternativa 0.0. Il vino è stato presentato durante una lezione della terza edizione del master di Wine Export Management dal sommelier Diego De Nicola, che ha anche creato un sito di prodotti tipici. Dopo aver girato il mondo, individuando delle nicchie di mercato ancora libere e andando alla ricerca di prodotti unici, ha avuto l’idea, insieme al suo socio Andrea Miniero, di introdurre il vino dealcolato. Così è nata la collaborazione con Tait. “Attraverso la rimozione dell’alcol tramite osmosi inversa, siamo riusciti ad esaltare le proprietà dell’uva senza gli effetti negativi dell’alcol e mantenendo la qualità del vino elevata” spiega Diego.
È noto che bere vino sia salutare, contenendo antiossidanti naturali come i polifenoli, in grado di ridurre la pressione del sangue. Studi recenti, uno dei quali condotto dagli esperti del “Biomarkers And nutrional & food metabolomics research group” dell’università di Barcellona, Hospital Clinic, hanno dimostrato ciò anche per i vini dealcolati, che sembra apportino una percentuale maggiore di benessere: circa il 14% di riduzione di malattie cardiache e il 20% di ictus, contenendo la stessa quantità di polifenoli.
Il dealcolato Alternativa 0.0 della Princess è stato pensato proprio per fare in modo che anche quelle popolazioni che non possono assumere alcol, possano beneficiare delle proprietà benefiche del vino. Si pensi ad esempio all’Indonesia, il paese con il numero più elevato di persone di fede musulmana al mondo: più di duecento milioni di persone rappresentano un’opportunità di business per il vino dealcolato in un paese destinato ad entrare, entro il 2030, nella top ten mondiale degli Stati con il più alto PIL paese e PIL pro capite. Opportunità ancora più ghiotta se si considera che lo scorso gennaio il Ministero del Commercio Indonesiano ha emesso una nuova legge che vieta ai piccoli supermarket di vendere birra e bevande alcoliche contenenti alcol 1-5%.

Il vino dealcolato Princess è certificato Halal. Ha infatti subito dei severi controlli degli enti preposti che consentono loro di essere utilizzati dai fedeli musulmani, poiché consoni a quei canoni che la religione richiede. Halal, che in lingua araba significa “che è consentito”.
I discenti del master in Wine Export Management possono far tesoro delle parole di Diego De Nicola, e di come il vino dealcolato possa rappresentare una grande opportunità di business a livello internazionale, andando a riempire quelle nicchie di mercato rimaste ancora inesplorate.
Visuale dall’alto di Lavis, Trentino, patria dell’azienda Princess che produce vino dealcolato

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