Essere Export Manager in Russia e Usa: Sara Valeri si racconta

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wine export sara valeri


Sara Valeri è una giovane Wine Export Manager inserita nella società vitivinicola Tenute del Cerro s.p.a., parte del gruppo Unipol. 

Tenute del Cerro oggi rappresenta una realtà produttiva importante con partners in tutto il mondo. 

Sara, allieva della prima edizione del Master in Wine Export Management di Pescara, ci ha concesso un po’ del suo tempo per rispondere a qualche domanda.

Da dove nasce la tua passione per mondo del vino?


Diciamo che mi è stata tramandata, il vino è sempre stato nelle tradizioni della mia famiglia, mio nonno originario di un paesino dell’Aquila me l’ha trasmessa; sono cresciuta in una famiglia in cui a pranzo e a cena c’era sempre la bottiglia di vino buono sul tavolo. Nel corso degli anni, quando è giunto il momento di fare la scelta sulla mia carriera, ho fatto sì che la mia passione divenisse un vero lavoro.

Cosa ti ha portato a diventare un export manager? 

Sara Valeri è Wine Export Manager per Tenute Del Cerro – www.tenutedelcerro.it

Le mie caratteristiche personali, ho provato per un po’ di tempo il lavoro d’ufficio, ma non era per me; sono portata per la dinamicità, la propensione a viaggiare e il confrontarmi con altre culture mi hanno sempre affascinato. In conclusione anche l’ambiente delle vendite, nel quale sono riuscita ad ottenere sempre ottimi risultati.

In quali aree del mondo lavori e come si svolge una tua giornata-tipo quando sei in missione?

Nell’Est Europa soprattutto in Russia ma anche negli Stati Uniti, Canada, Asia, Hong Kong e resto dell’Europa

Le missioni che svolgo sono essenzialmente tre: la prima è il Meeting commerciale in cui si definisce la strategia commerciale da attuare e di solito avviene durante una cena. 
La seconda missione è, quando ci sono le fiere, quindi si preparano gli stand, si aprono i vini e ci sono gli incontri commerciali con gli operatori del settore interessati ai prodotti. Infine c’è la terza missione, quella che occupa gran parte del mio tempo e che svolgo con maggior frequenza soprattutto in Russia e negli Stati Uniti, L’affiancamento, ovvero la vendita diretta, tipo porta a porta, è un tipo di lavoro mirato e diretto, caratterizzato da degustazioni nei ristoranti come ad esempio gli “wine dinner”. A mio avviso questa tipologia di mercato è molto sviluppata in Russia, negli Stati Uniti e in Canada.

Come mai hai deciso di partecipare ad un master sull’export del vino?

Io ho iniziato ad occuparmi d’export circa due anni e mezzo fa; partiamo dal fatto che io sono per la formazione continua e considerando che il mio percorso universitario è più di tipo umanistico, si distaccava da ciò che andavo a fare. Avevo esigenza di dare una formazione più concreta al mio sapere e arricchire, con la partecipazione al master, le mie conoscenze sull’export del wine. Nonostante tutto però, posso affermare che l’esperienza sul campo è decisiva.

Sei ormai una figura inserita appieno nel Mondo dell’export, ma per quanto riguarda il master al quale hai partecipato, quale dei sei moduli hai ritenuto più interessante?

Sicuramente quello relativo le testimonianze concrete degli export manager.

Di queste nuove conoscenze, quali ritieni necessarie da poter sfruttare all’interno dell’azienda in cui sei inserita?

Quella attinente alla parte più amministrativa, in particolar modo, la gestione dei costi e del budget. 

Possiamo dire che l’ambiente lavorativo al quale facciamo riferimento, fino a pochi anni fa era essenzialmente maschile, hai riscontrato delle difficoltà legate al tuo essere donna ed export manager?

Si, non posso negarlo, le difficoltà sono maggiori per una donna e per affermarti e guadagnarti la stima e la fiducia dei partner bisogna lavorare sodo, riuscendo così a combattere questi pregiudizi.

Le difficoltà maggiori le ho riscontrate proprio in Russia, poiché la Russia è un ambiente molto particolare per quanto riguarda la loro cultura. Diciamo però che, grazie alle mie competenze e conoscenze specifiche del mercato e della cultura Russa, ho vissuto anche lì per un periodo di tempo, mi difendo abbastanza bene e riesco a superare queste barriere.

Saluta i lettori con una tua massima

“chi si ferma è perduto”, anche se non è mia, ma l’ho fatta mia perché credo che valga in tutto nella vita, nella vita personale e soprattutto nel mondo del lavoro.


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