Wine Export al microfono: intervista a Giuseppe Altigieri

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Giuseppe Altigieri, export manager, è esperto in management e marketing delle aziende vitivinicole, oltre che enologo con esperienze internazionali. Grazie alle sue competenze specifiche, le aziende da lui curate hanno ottenuto un incremento del loro business. Giuseppe Altigieri, gestisce sia gli aspetti tecnici, che quelli burocratici, ed è stato uno dei tre export manager coinvolti come docenti, nello staff del master in Wine Export Management di Pescara.

Per presentare la sua attività e scoprire i segreti dell’export management del vino, ti presentiamo oggi una bella intervista realizzata da Julia Milyiutina, allieva del Master per Wine Export Manager (edizione 2014/2015)

Quando ha deciso di diventare un export manager?

Nel 2009, quando l’azienda in cui ero inserito, aveva bisogno di una figura professionale per esportare i suoi vini all’estero. Ero l’unico ad avere una spiccata dote relazionale e una fluida conoscenza della lingua inglese. Per approfondire le mie conoscenze nel campo ho seguito un master presso l’università di Firenze in “Management e Marketing delle aziende vitivinicole” che ha arricchito le mie conoscenze, sostituendo successivamente il mio percorso enologico con quello commerciale.

Quanto tempo ha impiegato per diventare un export manager autonomo?

Ho impiegato all’incirca 2/3 anni (il tempo necessario per conoscere i mercati). Ho capito fin da subito che quello che conta in questo mestiere è l’esperienza, più esperienza si ha più proposte di lavoro si ottengono e maggiore è la possibilità di fare carriera e di ottenere anche soddisfazioni dal punto di vista economico.

Quali sono le caratteristiche principali che deve avere un Export Manager?

A mio avviso l’export manager deve avere una buona padronanza delle lingue, ma soprattutto la disponibilità a viaggiare il 50% del suo tempo, tutto il resto si può acquisire con il tempo e con una formazione adeguata.

Nel tempo si apprendono le varie sfumature culturali, riuscendo a cogliere le differenze tra un popolo e l’altro. Si diviene consapevoli, ad esempio, che lo stile di comunicazione amichevole utilizzato con un americano non può essere utilizzato con un giapponese.

Quali sono le doti che portano un export manager a essere migliore rispetto ad un altro?

Partiamo dal concetto che in questo lavoro non si finisce mai di studiare, quindi ciò che rende un export migliore di un altro è senza dubbio la costanza e la capacità di aggiornarsi continuamente. Tra gli Export manager di una stessa azienda non vi è competizione come avviene tra altre figure professionali, ma piuttosto un grande scambio di informazioni. Ogni export manager ha la sua area e s’informa e specializza su quella.

Qual è il lato più bello dell’essere wine export manager?

Due cose su tutte: è un mestiere che permette di arricchire la propria cultura ed esperienza, visitando ad esempio posti mai visti prima e che permette il confronto con altre culture andando oltre i “comuni” pregiudizi. Dal punto di vista professionale, permette di fare carriera e di conseguenza crescere, anche in termini economici.

Il suo lavoro influenza le decisioni di un’azienda vitivinicola?

Il ruolo dell’export manager influisce sulle decisioni strategiche dell’azienda, perché operando nei mercati assegnati, al ritorno da ogni viaggio bisogna redigere dettagliati report sull’andamento, le dinamiche e le nuove tendenze del mercato dove si è stati. Questo è fondamentale per definire la linea degli investimenti dell’azienda e le strategie sull’export.

Che cosa direbbe a un giovane che ha interesse a diventare un export manager?

Personalmente, data la mia esperienza, quello che consiglio ai giovani interessati a questa professione, è individuare un settore specifico che possibilmente concordi con la propria passione; conoscere approfonditamente le caratteristiche del prodotto e acquisire la massima conoscenza sulle tecniche e le logiche di vendita. Iniziare con la formazione nel campo continuare con uno stage in un’azienda ed apprendere con il tempo tutti i segreti del mestiere, mostrando sempre la massima disponibilità.

Come vede una donna in questo lavoro?

Negli anni precedenti il wine export manager e il responsabile dell’export in generale, era prevalentemente uomo, ma ultimamente sempre più donne lavorano in questo settore mostrando molta più determinazione come spesso accade. Nonostante le indiscusse capacità, è opportuno sapere che in certi mercati c’è ancora discriminazione verso le donne, il che rende difficile se non impossibile le trattative commerciali.

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